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Arrivo a Como e cambio del tallero

Il quinto capitolo segue Marco subito dopo la partenza da Milano. Il narratore apre riflettendo sulla ferrovia come tecnologia del suo secolo e come strumento di memoria: i binari permettono di riconoscere luoghi e snodi della propria vita anche a grande distanza di tempo.

Marco arriva alla vecchia stazione di Como, presso il lago, stanco e affamato. La citta gli appare piccola rispetto a Milano, ma il lago gli sembra immenso. Capisce rapidamente di essere forestiero: il dialetto comasco gli e difficile e gli abitanti sembrano riconoscerlo come estraneo.

Non trovando un sottobosco criminale simile a quello milanese, Marco tenta di orientarsi e finge di cercare la Svizzera. Un anziano falegname lo intercetta, gli indica la direzione della dogana e si offre di aiutarlo a cambiare un tallero d’oro. Marco accetta di seguirlo a casa sua, dove la moglie cambia il tallero a condizioni svantaggiose ma include vitto, bagno e alloggio per la notte.

Il capitolo successivo mostra la mattina dopo: Marco lascia la casa dei due anziani prima dell’alba, sottrae panni da lavoro e un sacco di tela, e usa quella nuova apparenza per attraversare il confine verso la Svizzera. Molti anni dopo, nel 1903 o 1904, torna a Como e riconosce quella casa ormai ridotta a rudere.

  • La ferrovia e presentata come infrastruttura materiale della memoria e della fuga.
  • Como e il primo luogo esterno a Milano vissuto direttamente da Marco.
  • La stazione comasca dell’epoca si trova presso il lago, nell’area poi associata al Tempio Voltiano.
  • Il lago colpisce Marco per ampiezza, in contrasto con canali e rogge milanesi.
  • Il dialetto comasco e i comportamenti locali gli confermano la propria condizione di forestiero.
  • Marco valuta Como inadatta a un ladruncolo milanese: la citta e piccola e meno anonima.
  • La Svizzera emerge per caso come possibile direzione di fuga, indicata dal falegname.
  • Il falegname e la moglie sfruttano il bisogno di Marco per cambiare un tallero a condizioni sfavorevoli.
  • Marco accetta il raggiro perche non puo esporsi alla gendarmeria e ha bisogno di riparo.
  • Il sacchetto dei talleri si riduce gia sensibilmente nella prima giornata di latitanza.
  • La notte presso i due anziani offre a Marco pulizia, calore, cibo e tempo per decidere.
  • La mattina seguente, Marco abbandona gli abiti borghesi e sceglie abiti da lavoro per passare la frontiera.
  • Il ritorno del 1903 o 1904 trasforma la casa dei due anziani in un punto di rivelazione del non-invecchiamento.
Entity Role
Marco Martini Fuggitivo appena arrivato a Como; cerca orientamento, denaro spendibile e riparo.
Anziano falegname Uomo comasco che intercetta Marco, gli parla della Svizzera e lo conduce a casa.
Moglie del falegname Donna che custodisce i risparmi e cambia il tallero a condizioni sfavorevoli.
Comaschi Abitanti locali che Marco percepisce come consapevoli della sua estraneita.
Vecchia stazione di Como Punto di arrivo del treno da Milano.
Lago di Como Spazio naturale che impressiona Marco per estensione.
Centro di Como Citta piccola, poco adatta all’anonimato criminale di Marco.
Tempio Voltiano Punto futuro usato dal narratore per localizzare la vecchia stazione.
Cattedrale di Como Riferimento urbano che Marco identifica per somiglianza col Duomo di Milano.
Svizzera Direzione di fuga evocata dal falegname e collegata alla dogana.
Dogana Confine indicato dal falegname come direzione corretta.
Casa del falegname Rifugio temporaneo dove Marco ottiene cambio, bagno, cena e letto.
Vaso di terracotta Contenitore dei risparmi della moglie del falegname.
Tallero d’oro Moneta di Virgilio cambiata per vitto, alloggio e monete minori.
Svizzera e Ticino Direzione scelta al mattino dopo la notte a Como.
Non-invecchiamento di Marco Condizione riconosciuta anni dopo davanti al rudere della casa dei due anziani.
Monete d’argento e rame Denaro ricevuto da Marco in cambio del tallero.
  • Sera dell’arrivo a Como: Marco scende alla vecchia stazione vicino al lago.
  • Subito dopo: esplora i vicoli intorno alla stazione e constata di essere forestiero.
  • Dopo aver superato la probabile cattedrale: incontra un anziano falegname lungo una strada in salita.
  • Stessa sera: finge di cercare la Svizzera e chiede di cambiare un tallero.
  • Stessa sera: segue il falegname a casa e tratta con la moglie il cambio della moneta d’oro.
  • Notte: Marco fa un bagno, cena, dorme in una stanza pulita e riflette sul da farsi.
  • Mattina dopo: lascia la casa, ruba panni da lavoro e punta alla frontiera svizzera.
  • 1903 o 1904: torna da uomo agiato e trova la casa in rovina.

Il capitolo cambia il tipo di pericolo. A Milano Marco conosceva la rete dei vicoli, dei complici e delle bettole; a Como e visibile proprio perche estraneo. La sua intelligenza pratica resta efficace, ma l’ambiente riduce la possibilita di mimetizzarsi.

Il tallero di Virgilio continua a funzionare come capitale di fuga, ma ogni uso lo impoverisce e lo espone. Il cambio con i due anziani e un raggiro accettato per necessita: Marco compra sicurezza immediata al prezzo di una perdita economica.

  • Marco usera davvero la Svizzera come direzione di fuga?
  • I due anziani resteranno figure episodiche o avranno conseguenze future?
  • Quanti talleri restano nel sacchetto dopo il cambio a Como?
  • La ferrovia continuera a funzionare come struttura narrativa e memoria dei luoghi?
  • Il rudere della casa e solo memoria o soglia della consapevolezza di Marco?