Skip to content

Monile di Caligola

Il monile di Caligola e l’oggetto antico che i capitoli cinquantotto e sessanta propongono come fonte originaria delle pietre degli anelli con uroboro. Nel manoscritto di Francesco De Marchi appare come bracciale o amuleto diviso da una stella a tre vertici e ornato da teschi con pietre negli occhi. Nella Philosophia Magna del 1538, Paracelso ne avrebbe riconosciuto dodici pietre in sei coppie.

Secondo Sigmondo, Paracelso separo le pietre e fuse il metallo bianco del monile in sei anelli per ridurre un’energia negativa insostenibile, forse collegata alla malattia e follia di Caligola.

Nel capitolo 140 il monile di Caligola viene reinterpretato come fase storica successiva del bracciale di Empedocle: le dodici pietre in sei coppie sarebbero arrivate ai Romani, mentre Archimede avrebbe nascosto la tredicesima pietra prima della sottrazione.

  • E associato all’imperatore Caligola.

  • Potrebbe provenire dalle navi sommerse del lago di Nemi.

  • Nel disegno di De Marchi ha forma di bracciale o amuleto.

  • Include una stella a tre vertici.

  • Tra i bracci della stella sono incisi tre teschi.

  • Gli occhi dei teschi ospitano pietre simili a quelle degli anelli.

  • Il disegno visto da Marco mostra sei pietre.

  • Sigmondo chiarisce che le pietre erano dodici, in sei coppie.

  • De Marchi lo avrebbe donato a Paracelso dopo una serie di sventure.

  • Paracelso avrebbe separato il monile in sei anelli.

  • Il metallo viene descritto come candido e strano.

  • L’energia del monile unito sarebbe negativa e pericolosa.

  • La tradizione del monile deriva dal bracciale d’oro di Empedocle.

  • Le dodici pietre in sei coppie non esauriscono l’artefatto originario.

  • I Romani entrarono in possesso del bracciale e delle pietre, ma non della tredicesima pietra.

  • Archimede nascose la pietra piu grande e splendente prima della perdita del bracciale.

  • Marco decide che il monile ricomposto non dovra restare in mano sua o del gruppo, ma essere inviato a Empedocle.

  • Cecilia riconosce che solo il custode puo assumersi una decisione tanto definitiva.

  • Sigmondo intuisce che il monile deve tornare nel passato prima che lui possa lasciare la linea.

  • Eta di Caligola: il monile viene tenuto in grande considerazione dall’imperatore.

  • 1537: De Marchi lo disegna o ne documenta il recupero dal lago di Nemi.

  • 1538 circa: Paracelso lo descrive e lo separa in sei anelli.

  • 1900: Marco e Robert ne ricostruiscono una prima versione attraverso Eusebio.

  • 1907-1908: Sigmondo integra il quadro con la Philosophia Magna del 1538.

  • Antichita: il bracciale passa dalla vicenda di Empedocle/Archimede alla futura tradizione romana.

  • 7 dicembre 1940: Marco rivela a Cecilia il progetto sul monile.

  • Febbraio 1943: Sigmondo cita il monile nel chiedere una via d’uscita.

  • Il monile era un bracciale, un amuleto o altro?
  • Da dove provenivano originariamente le dodici pietre?
  • Separare le pietre riduce davvero l’energia negativa o la distribuisce?
  • Dove sono gli altri tre anelli non ancora noti a Marco?