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Ragazzo dal cane nero

Il ragazzo dal cane nero e una figura misteriosa incontrata da Marco Martini presso Monza la sera del 29 luglio 1900. Appare prima come un giovane dagli occhi cerulei che riferisce le voci sull’attentato a Umberto I, poi ricompare con schiena curva, occhi rossicci e un cane nero. Conosce i nomi di Marco, Guido Pruzzi e Marc Bertrand, e sembra collegato alla stessa sfera di Madama Zahira. Nel ventunesimo capitolo la sua natura si fa piu esplicitamente non ordinaria: volto, eta e corpo mutano, il cane assume tratti mostruosi e il ragazzo parla dei doni di Marco, della ricerca della verita e delle “scintille” venute dalla luce infinita.

Nel capitolo 96 il ragazzo ricompare a Milano, senza cane visibile, ma con la stessa natura mutante e lo stesso legame con la luce. Avverte Marco che i nemici si sono coalizzati e che il manifesto del 23 marzo 1919 e prova di una minaccia piu ampia.

  • Compare lungo il viale della Stazione Reale durante il caos del regicidio.

  • Riferisce a Marco le voci sull’attentato al re.

  • Ha occhi cerulei e una luce strana nello sguardo.

  • Il suo sguardo richiama a Marco l’espressione di Zahira.

  • Si allontana in un vicolo e poi ricompare davanti a Marco.

  • Alla seconda apparizione ha schiena curva, occhi rossicci e un grosso cane nero.

  • Sa che Marco non si fa piu chiamare dottor Pruzzi.

  • Conosce il nome Marc Bertrand e il nome originale Marco Martini.

  • Parla dei “doni” di Marco e di Zahira.

  • Afferma che alcuni uomini non sono davvero liberi ne uguali agli altri, e che Marco e fra questi.

  • Durante il dialogo successivo muta eta, volto, lineamenti ed espressione con rapidita impossibile.

  • Lo spazio intorno a lui sembra velato da una coltre brunastra.

  • Descrive Marco come piu libero e meno libero degli altri uomini, a seconda degli aspetti considerati.

  • Dice che Marco e umano e non umano insieme.

  • Afferma che Marco e stato creato per avvicinare una conoscenza preclusa ai piu.

  • Si riferisce a se stesso e ai simili come scintille venute dalla luce infinita.

  • Non puo o non vuole consegnare a Marco una spiegazione completa dei doni.

  • Orienta Marco verso una ricerca nel passato proprio e altrui, in storia, arte, letteratura e scienza.

  • Annuncia la morte di Umberto I mentre Marco e ancora nella percezione sospesa dell’incontro.

  • Dopo il colloquio, Marco si ritrova con vettura, bagagli e cavallo intatti, mentre il tempo ordinario e passato.

  • Nel capitolo venticinque Marco collega retrospettivamente il ricordo del cameriere misterioso di Palazzo Nava anche a lui.

  • Ricompare nella nebbia mentre Marco torna dall’effrazione nella villa di Sigmondo.

  • Dice di aver seguito Marco alcune volte negli anni precedenti.

  • Invita Marco a lasciare Milano e l’Italia.

  • Collega la meridiana del Duomo alla natura luminosa di Marco.

  • Definisce i nemici di Marco mostri dell’oscurita e della banalita.

  • 29 luglio 1900, tarda sera: appare a Marco presso Monza.
  • Dopo un breve inseguimento: ricompare trasformato, con il cane nero.
  • Fine del capitolo: avvia una rivelazione sulla non-liberta e non-uguaglianza di Marco.
  • Prosecuzione del dialogo: parla della natura ibrida di Marco e della ricerca dei suoi doni.
  • Durante il dialogo: annuncia la morte del re.
  • Alba seguente: Marco arriva a Milano dopo una frattura percettiva del tempo.
  • Retrospettivamente: il ricordo del cameriere misterioso di Palazzo Nava viene accostato alla sua figura.
  • E umano, soprannaturale o una maschera di altra entita?

  • Qual e il suo legame con Zahira?

  • Il cane nero e parte della sua natura o un segno separato?

  • Che cosa sa dei doni di Marco?

  • Che cosa sono le scintille della luce infinita?

  • Perche non puo conoscere o rivelare direttamente i limiti dei doni di Marco?

  • Qual e il suo rapporto con il cameriere misterioso di Palazzo Nava?

  • Coalizione occulta del dopoguerra: minaccia che rivela.

  • Fascismo nascente: segnale storico indicato dal manifesto.