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Philosophia Magna del 1538

La Philosophia Magna del 1538 e il volume mostrato da Sigmondo a Marco Martini e Robert Ingham nella villa milanese. Sulla copertina reca solo la data 1538; all’interno viene attribuita a Paracelso, ma Sigmondo spiega che non coincide con l’opera postuma nota del 1567 e che sarebbe dunque un testo sconosciuto.

Il valore decisivo del volume sta nelle pagine finali manoscritte: un capitolo aggiuntivo sul monile di Caligola, sulle dodici pietre in sei coppie e sulla scelta di Paracelso di separarle in sei anelli con uroboro. La Seconda Thule e indicata da Sigmondo come gruppo interessato a quelle pagine.

Nei capitoli successivi Marco torna piu volte alla villa di Sigmondo per studiare il volume, ma Sigmondo rifiuta di prestarglielo. Il libro diventa cosi il centro materiale della frequentazione fra i due, insieme agli esperimenti sugli anelli e ai nuovi testi che Sigmondo sostiene di ritrovare nelle cantine.

Nel viaggio sulla Santa Sofia la Philosophia Magna accompagna fisicamente Sigmondo nel nuovo 1900: il lituano la porta fra i libri in cui nasconde banconote di varie epoche, confermando il volume come oggetto centrale della sua autonomia operativa.

Nel capitolo 95 la Philosophia Magna diventa un indizio di assenza: Marco la ritrova nella villa abbandonata di Sigmondo, ma scopre che il poscritto sul monile di Caligola e sugli anelli e stato accuratamente mutilato.

  • E rilegata in pelle pregiata.

  • La copertina mostra il numero 1538.

  • Il titolo interno attribuisce l’opera a Paracelso.

  • Sarebbe stampata a Francoforte.

  • Non coincide con la prima edizione nota, quasi trent’anni posteriore.

  • Non coincide nemmeno nel contenuto con l’opera pubblicata a Colonia nel 1567.

  • Contiene note manoscritte nelle pagine finali.

  • Il titolo della nota riguarda il monile dell’imperatore Caligola.

  • La nota descrive dodici pietre, divise in sei coppie.

  • Spiega che Paracelso avrebbe separato il monile in sei anelli.

  • Sigmondo afferma che molti hanno cercato quelle pagine.

  • La Seconda Thule vorrebbe conoscerne il contenuto.

  • Sigmondo non consente a Marco di portarlo via in prestito.

  • Marco puo studiarlo nella villa ogni volta che vuole.

  • Durante gli esperimenti, il volume viene spostato dal tavolo insieme agli appunti di Marco.

  • Lo studio del volume accompagna l’apertura verso altri testi occulti custoditi da Sigmondo.

  • Sigmondo porta la Philosophia Magna con se nel viaggio temporale e poi sulla Santa Sofia.

  • Il volume viene usato anche come contenitore per denaro nascosto o parte del bagaglio in cui sono occultate le banconote.

  • Nel 1919 il volume e ancora nella villa di via Gustavo Modena.

  • Le pagine finali del poscritto sono state rimosse con uno strumento affilato.

  • La rimozione riguarda proprio il capitolo su Caligola, monile e anelli.

  • Marco deduce che Sigmondo o qualcun altro dovette partire in fretta ma con un obiettivo preciso.

  • 1538: data indicata dalla copertina e dal titolo interno.

  • 1567: prima edizione nota della Philosophia Magna secondo Sigmondo, diversa da questa.

  • Inverno 1907-1908: Sigmondo mostra il volume a Marco e Robert.

  • Gennaio-luglio 1908: Marco torna piu volte alla villa per studiarlo.

  • Primi giorni di agosto 1900: il volume viaggia sulla Santa Sofia verso la Sicilia.

  • Il volume e autentico?

  • Chi lo stampo davvero a Francoforte?

  • Come arrivo nella villa di Sigmondo?

  • La Seconda Thule sa dove si trova?

  • Sigmondo sta mostrando a Marco tutto il contenuto o solo cio che vuole fargli vedere?

  • Sigmondo ha portato il volume per studio, per copertura o per proteggere un sapere che non voleva lasciare nel 1909?