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Furto del bracciale al Museo di Nemi

Nel capitolo centocinquantasei Marco, Sigmondo, Diane e Marguerite attraversano il fronte da Sessa Aurunca e Garigliano verso il Lago e Museo delle Navi di Nemi, aiutati dal partigiano Carmine. L’operazione sfrutta il momento in cui i tedeschi ricevono l’ordine di ritirarsi e incendiare il museo. Marco e Sigmondo recuperano il bracciale di Empedocle, fuggono fra fuoco, fumo e nebbia evocata dall’anello turchese, e raggiungono la costa verso Torre Astura.

  • La missione e costruita per apparire come azione partigiana locale, senza coinvolgimento ufficiale alleato.
  • Castelforte ed Esperia mostrano la devastazione del fronte e le violenze collaterali della campagna d’Italia.
  • Carmine riceve per contatto fisico la visione delle prossime ore, cosi da ricordare solo cio che serve.
  • Il bracciale reagisce agli anelli con calore e attrazione magnetica.
  • Sigmondo spara ai tedeschi, infrangendo la prudenza del piano, ma consente la fuga durante l’incendio.
  • Marguerite trova una Balilla con carburante sufficiente per proseguire.
Entity Role
Marco Martini Custode degli anelli e guida dell’incursione.
Sigmondo Compagno d’azione che forza l’uscita armata dal museo.
Carmine partigiano Guida locale attraverso gli Aurunci.
Lago e Museo delle Navi di Nemi Teatro del furto e dell’incendio storico.
Bracciale di Empedocle Oggetto recuperato prima della distruzione del museo.
Torre Astura Punto di fuga predisposto da Cecilia.
  • 30 maggio 1944, poco prima di mezzanotte: partenza oltre il Garigliano.
  • 31 maggio 1944, sera: il gruppo arriva sulle alture presso Lariano.
  • Notte 31 maggio-1 giugno 1944: furto del bracciale durante l’incendio del museo.
  • Quanto la sottrazione del bracciale restera indistinguibile dalle perdite dell’incendio?