Il romanzo, a più voci
La presentazione di La fine dei miracoli · Circolo degli Esteri, Roma · 10 settembre 2026
Un romanzo si scrive in solitudine, ma offre il meglio dei suoi imprevisti quando incontra altri lettori. Al Circolo degli Esteri, La fine dei miracoli è diventato occasione di una conversazione sulla storia, sulla conoscenza e sui futuri che avremmo potuto abitare.
Con Luca De Biase, Francesco Scoppola, Vincenzo Scotti e Matteo Nicolosi, e le letture di Alessandra Celi. Qui ne restano una fotografia, otto passaggi della conversazione e due letture dal romanzo: qualche porta d’ingresso, per chi desidera proseguire il viaggio.

Il romanzo, fra conversazione e lettura
Section titled “Il romanzo, fra conversazione e lettura”Luca De Biase introduce il rapporto fra contesto, cultura e realismo magico. Poi la voce di Alessandra Celi ci accompagna dentro le prime pagine del romanzo.
Luca De Biase · Contesto, cultura e realismo magico
2:23 · Sottotitoli in italiano
Dalle informazioni disperse alla costruzione di un contesto: una riflessione sulla cultura che incontra il realismo magico del romanzo.
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Questa sera tutti noi non facciamo altro che chiacchierare in attesa di ascoltare Alessandra Celi, che poi ci leggerà alcune pagine di questo romanzo, e i commenti di Francesco Scoppola, che arriveranno dopo una spiegazione piana e dettagliata del libro che facciamo insieme a Matteo, che si è prodigato non soltanto per scriverlo, ma anche per descriverlo e per creare, per l’appunto, contesto: questa parola magica che ci porta Vincenzo Scotti, che ai miei tempi era una questione di protesta: «Io contesto». E oggi è una questione culturale. Noi siamo immersi in una società nella quale il contesto si è perso e ci sono soltanto dei fatterelli perduti in una grande rete. Il problema è proprio quello di riunificare la contestazione nei confronti di questo potere della frammentazione culturale e il nuovo modo di ricostituire una cultura che abbia un senso. Matteo parla di un romanzo storico che appartiene a un filone chiamato realismo magico. Io sono un giornalista che di solito si occupa di tecnologia, anche se con una lettura, diciamo, socioculturale. Ricordo come Arthur Clarke, l’autore di «2001: Odissea nello spazio», abbia detto che una tecnologia veramente innovativa non si riesce a distinguere dalla magia. E quindi possiamo anche dire che la magia è una tecnologia veramente innovativa che non abbiamo ancora distinto. E di questo, insomma, cominciamo a parlare. Da dove si comincia a parlare di un libro come questo?
Alessandra Celi · La voce di Marco
3:30 · Dal capitolo Uno · Sottotitoli in italiano
Le domande con cui si apre il romanzo, il patto con il lettore e l’infanzia di Marco nella Milano di Virgilio il carbonaio.
Lo sguardo di Francesco Scoppola
Section titled “Lo sguardo di Francesco Scoppola”La storia come intreccio di eventi e possibilità; il romanzo come macchina capace di trasformare la polvere nera in oro e di restituire un significato inatteso alla fine dei miracoli.
Francesco Scoppola · La storia e i futuri possibili
1:13 · Sottotitoli in italiano
Conoscere il passato non è semplice quanto sembra. Scoppola intreccia i limiti della ricostruzione storica e la catena di eventi che distingue ciò che è accaduto da ciò che avrebbe potuto accadere.
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Molti sono gli storici che ormai hanno condiviso, diciamo, che tutta la storiografia moderna parla ovviamente di inconoscibilità del futuro, questo va da sé, ma parla anche di inconoscibilità della storia. Cioè noi non sappiamo quel che accadrà così come non sappiamo quel che è accaduto. Possiamo andare a tentoni a cercare di ricostruire quel che è accaduto solo perché ha una mole inferiore, sia pure infinita. Ma essendo infinita, l’accaduto non lo possediamo mai, neanche l’attimo successivo a quando è successo. L’accaduto ci sfugge, la storia non la conosciamo. E l’altro motivo è: la storia non si fa con i «se», perché se tutti i possibili fossero da considerare mentre cerco di ricostruire la storia, mi perdo. Siccome la storia è una catena di anelli unica, è una sequenza unica e obbligata, e basta che manchi un solo anello perché la situazione non è più nel mondo del vero, diventa nel mondo del nulla.
Francesco Scoppola · La polvere filosofale
0:33 · Sottotitoli in italiano
Un’immagine nascosta fra le pagine: la polvere pirica, nata per distruggere, diventa una polvere filosofale capace di trasformare l’odio e la rabbia in oro.
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Chi avrà voglia di addentrarsi nelle pagine del libro trova non la pietra filosofale, ma la polvere filosofale, che ha il pregio non di trasformare qualcosa di poco valore in oro, ma di trasformare l’esplosione dell’odio e della rabbia in oro. Perché la polvere pirica nasce come arma per distruggere il nemico e invece qui la polvere nera diventa il meccanismo per produrre l’oro.
Francesco Scoppola · La fine dei miracoli è doppia
0:59 · Sottotitoli in italiano
Scoppola legge il titolo in due direzioni: si esaurisce la fiducia nel miracolo, ma anche la nostra capacità di stupirci davanti a ciò che un tempo sarebbe apparso prodigioso.
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La fine dei miracoli è doppia. È finita l’epoca in cui le nostre nonne, le nostre bisnonne, i nostri nonni, i nostri zii credevano nel miracolo mirabile. «Ho fatto voto, è tornato dalla guerra mio nipote e ho costruito la cappella». Ed erano marmi, erano pietre: erano sicurezze che duravano per sempre. È finita, non ci si crede più, si è scettici su questo. Ma è finita anche l’idea che sia eccezionale quello che era ammirabile, perché fino a quando sono nato io — forse non quando sono nati i più giovani tra voi — qualcuno che avesse trasmesso qualcosa a distanza era degno di riempire una sala. Oggi l’idea che mi suoni il telefonino qualcuno che mi cerca da New York è banale.
Il contesto secondo Vincenzo Scotti
Section titled “Il contesto secondo Vincenzo Scotti”Il volume come domanda rivolta al presente: non soltanto in quale epoca nasce un libro, ma quale responsabilità assume quando prova a interpretarla.
Vincenzo Scotti · Il coraggio di interrogare il contesto
1:21 · Sottotitoli in italiano
Un invito a cominciare dalle ultime pagine e a leggere il romanzo come una provocazione rivolta al nostro tempo.
La voce dell’autore
Tre domande che accompagnano la scrittura, la ricerca e la wiki.
Matteo Nicolosi · Sapere non significa comprendere
1:07 · Sottotitoli in italiano
L’abbondanza delle risposte non ci insegna, da sola, a porre la domanda giusta. La distinzione fra sapere e conoscenza attraversa il romanzo e arriva fino al nostro presente.
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E da qui nasce una distinzione che è centrale nel mio libro e a cui tengo molto: quella fra sapere e conoscenza. Marco si rivolge, nello scrivere, a un lettore futuro e immagina un’epoca capace di acquisire e utilizzare una quantità di informazioni inconcepibili per un uomo dell’Ottocento. Questo vi suonerà abbastanza familiare. E Marco stesso, che in qualche modo vede questo futuro, teme che l’abbondanza ci porti a considerare equivalenti sapere e conoscenza. Ma il sapere accumula dati; la conoscenza richiede comprensione e, in ultima istanza, giudizio. Il romanzo è stato scritto dal 2011, quindi precede di parecchio l’esplosione dell’intelligenza artificiale generativa. Ma questa domanda è ancora più importante oggi. Avere accesso a un numero incredibile di risposte non insegna automaticamente a porre la domanda giusta.
Matteo Nicolosi · La magia e la strada giusta
0:46 · Sottotitoli in italiano
La libertà dell’invenzione incontra il rigore della ricerca: la magia si può inventare, ma la strada sulla quale cammina deve trovarsi nel posto giusto.
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Ogni voce all’interno è un filo che si può tirare. E soprattutto è uno strumento per capire — che non è sempre chiaro dal libro — dove finisce quello che ho documentato, la realtà storica dei fatti, e dove comincia l’invenzione che ho fatto io. È un po’ la parte del lavoro di uno scrittore che normalmente resta invisibile. È un modo per onorare la regola che ha guidato sempre la mia scrittura. La magia si può inventare, il romanzo può essere fantastico, ma la strada su cui si cammina deve essere nel posto giusto.
Matteo Nicolosi · Chi può scegliere il futuro degli altri?
0:35 · Sottotitoli in italiano
Il futuro come arazzo di strade possibili. Poterne scegliere una significa avere il diritto di farlo anche per gli altri?
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Nel libro il futuro, a un certo punto, viene paragonato a un arazzo, con nodi che raccolgono fili che vanno da una parte all’altra. Alcuni di questi nodi sembrano inevitabili, perché molti fili conducono a quei nodi, e intorno ad essi si aprono ancora più strade. Ma se voi poteste scegliere una di queste strade, uno dei futuri possibili, chi di voi potesse scegliere una di queste strade avrebbe il diritto di farlo anche per gli altri?
Una seconda lettura: la memoria e il primo amore
Section titled “Una seconda lettura: la memoria e il primo amore”Alessandra Celi torna a dare voce a Marco, fra la nostalgia dell’età dell’oro e il ricordo di Bianca.
Alessandra Celi · L’età dell’oro e il ricordo di Bianca
2:26 · Dal capitolo Diciannove · Sottotitoli in italiano
Il passato che idealizziamo, i ricordi ai quali tentiamo di tornare e il desiderio di ritrovare Bianca: una riflessione sulla memoria che diventa racconto d’amore.
Per proseguire
Section titled “Per proseguire”Si può tornare al sito del romanzo, oppure entrare nell’atlante della wiki, fra personaggi, luoghi e oggetti. Le schede della wiki contengono anticipazioni importanti della trama: chi non ha ancora letto il libro farà bene a concedere ai personaggi il tempo di presentarsi da soli.